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LETTERATURA VARIA

APPUNTI DI VIAGGIO - Come siamo diventati genitori di un bambino nato a 10.000 chilometri da noi

Paola Strocchio

Dimensione: 15x21
Num. Pag. 152
Prezzo: Euro 15,00

ISBN: 978-88-88329-95-6
Immagini: no


Diventare mamma di Niccolò, un bambino nato a Phnom Penh, è stata l’esperienza più intensa di tutta la mia vita. Ho provato a raccontare in una sorta di diario quelli che sono stati gli appunti di un viaggio speciale che ci ha portato in Cambogia, da nostro figlio. Paure, ansie, indagini psicosociali, udienze in tribunale, la scelta di un ente autorizzato. E poi passione per un Paese che ancora adesso fatica a ritrovarsi, dopo il genocidio di Pol Pot.  L’adozione di mio figlio è tutto questo. Ma è soprattutto il diritto di ogni bambino di avere una mamma e un papà che possano occuparsi di lui, per sempre.

Quando mio figlio mi ha chiamato “mamma” per la prima volta ho creduto di svenire. Un’emozione indescrivibile, ed è per questo che non proverò nemmeno a spiegarla. Quello che invece credo meriti di essere raccontato è come mio marito e io siamo diventati genitori di un bambino nato in Cambogia, a 10.000 chilometri di distanza da noi, dall’Italia. Una famiglia che si è potuta creare grazie all’adozione internazionale, che prima di tutto vuole e deve garantire a ogni bambino del mondo il diritto di avere due genitori, regalando contemporaneamente un sogno a un uomo e una donna che improvvisamente si trasformano in papà e mamma.

Un’esperienza che ho vissuto con tutta la passione di cui sono capace, ma anche con tanta paura. Ho provato a raccontarla, in una sorta di diario condito da tanti sentimenti. Incontri con i servizi sociali, indagini medico-legali, udienze in tribunale ci hanno accompagnato in una fetta della nostra vita, per portarci poi in Cambogia. Un Paese di cui prima non sapevo neppure quale fosse la capitale, ma che all’istante ho imparato ad amare con tutta me stessa, con il suo passato doloroso, con le sue tradizioni, con un presente ancora tutto da inventare e un futuro che riserva incognite tremende soprattutto per i bambini. Uno di questi è diventato mio figlio. E da allora non passa giorno in cui io non benedica la mia sterilità. Senza il mio passato costellato da quella che credevo essere una sofferenza inutile e inspiegabile, ora non sarei la mamma di Niccolò. Non potrei perdermi nei suoi occhi a mandorla e non potrei accarezzare la sua pelle sempre abbronzata.

Fa davvero freddo fuori. Che tempo da lupi. Eppure questa mattina mi sono svegliata con il sorriso sulle labbra. Un sorriso che chi non mi conosce forse non riesce a spiegarsi, ma poco importa. L’unica cosa che conta è che tra poco mi alzerò, mi vestirò, mi preparerò e con mio marito andrò in tribunale. Ma non un tribunale qualsiasi: andrò al tribunale dei minori di Torino per presentare la dichiarazione di disponibilità all’adozione nazionale e internazionale. Che, in parole povere, significa che prima o poi, se tutto andrà per il verso giusto, diventeremo genitori.


Paola Strocchio
, torinese, è una giornalista professionista e si occupa di sport, di animali e di tematiche sociali. Con Bradipolibri ha pubblicato "Il vuoto dentro" e "Calcio Marcio Show" (con Francesco Caremani). Nel 2007 è diventata mamma di Niccolò, bambino meraviglioso nato in Cambogia.


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