goldenreed3.jpggoldenreed5.jpggoldenreed4.jpggoldenreed7.jpggoldenreed9.jpggoldenreed1.jpggoldenreed6.jpggoldenreed2.jpggoldenreed8.jpg

Articoli

Centocinquanta anni di storia della Federazione Ginnastica d'Italia

a cura di Ilaria Leccardi

Dimensione: 20x29
Num. Pag. 288
Prezzo: Euro 25,00
ISBN: 978-88-99146-64-1 
Immagini: riccamente fotografico

Uomini, donne e comunità locali. Palestre sorte sulla terra. Pionieri, capaci di tracciare una strada là dove la Nazione stava nascendo e che si è modellata, arrivando fino ad oggi, intrecciandosi in modo indissolubile, a volte contradditorio, con eventi storici, politici e sociali che ha contribuito a sua volta a determinare. È la storia della Federazione Ginnastica d’Italia, nata nel 1869 a Venezia, grazie a un gruppo di entusiasti “ginnasiarchi” all’avanguardia. La più antica Federazione sportiva italiana raccontata, in occasione delle celebrazioni per il traguardo dei 150 anni, nel libro Dalle radici al futuro. Centocinquanta anni della Federazione Ginnastica d’Italia, curato dalla giornalista Ilaria Leccardi. Il volume ripercorre l’evoluzione della FGI, attraverso gli avvenimenti storici e i protagonisti, con interviste ad hoc e riccamente corredato da materiale fotografico, approfondimenti sulle varie edizioni Olimpiche e le “invenzioni” della scuola azzurra, gli Albi d’oro nazionali e internazionali, i profili delle Società Centenarie. Dall’arrivo in Italia della ginnastica  con lo svizzero Rudolf Obermann che portò alla nascita della Società Ginnastica Torino, alla fondazione della Federazione a Venezia. Dalle medaglie di Alberto Braglia e ai trionfi di Jury Chechi, Igor Cassina, Vanessa Ferrari, le Farfalle della Ritmica, passando per i gloriosi anni Sessanta di Franco Menichelli e Giovanni Carminucci. Una storia che guarda al futuro, partendo dal proprio passato.   

INDICE

-        Saluti
-        La Storia
-        Le Olimpiadi
-        Le invenzioni
-        Albi d’oro delle competizioni internazionali
-        Albi d’oro delle competizioni nazionali
-        Ginnastica per Tutti
-        Centenarie 

Estratti del libro

 “La ginnastica per vocazione appartiene ai suoi praticanti e a tutti coloro che lungo tre secoli hanno visto incrociare, anche indirettamente, le proprie vite con l’attività della FGI e delle sue società, molte delle quali altrettanto ultracentenarie. E mai come in questo caso possiamo affermare che l’istituzione non è stata e non sarà in futuro una pura astrazione formale, bensì che rappresenta il risultato dell’impegno di uomini e donne capaci di realizzare, tra tante difficoltà, un percorso collettivo giunto fin oltre il limitar del millennio”.

Gherardo Tecchi, Presidente della FGI

 

“La Federazione ha fatto tanto e bene in ogni campo, non circoscrivendo il perimetro d’azione all’alto livello, ma favorendo la diffusione della pratica motoria e del suo nobile significato, coinvolgendo i giovani e incoraggiando le fasce più adulte, fedele al concetto di sport per tutti, di cui la ginnastica sa ergersi a modello. Perché si riflette nell’innata naturalezza dei movimenti, nella spontaneità dei gesti e nella ricerca della coordinazione che rappresentano peculiarità inscindibili dalla nostra essenza”.

Giovanni Malagò, Presidente del CONI

  

“Erano anni in cui in palestra gli attrezzi non avevano l’elasticità e gli accorgimenti tecnologici necessari a favorire l’esecuzione dei movimenti, né esistevano attrezzature propedeutiche all’apprendimento degli elementi. I tappeti erano di fibra di cocco e, oltre ad attutire poco, graffiavano la pelle quando gli arrivi non erano eseguiti in modo corretto. Di buche paracadute in Italia ce n’erano solo due, una a Monza e una a Milano, alla società Forza e Coraggio, ed erano riempite non come oggi di gomma piuma, ma di bula di riso, lo scarto della lavorazione. Tuttavia, per noi ginnasti abituati a lavorare senza protezioni, poterci allenare in una palestra dotata di buca era il massimo. Generalmente ci allenavamo in ambienti non molto ampi, in cui mancava la rincorsa per il volteggio, la volta del soffitto non era alta e dunque alla sbarra non potevamo permetterci grandi evoluzioni. Le pedane per il corpo libero erano pressoché inesistenti e quelle poche erano fatte di legno, senza rivestimenti in moquette e poco elasticizzate. Per sperimentare un’acrobatica un po’ più azzardata andavamo in spiaggia, sulla sabbia che ci dava la tranquillità di arrivare sul morbido”.

Il racconto di gioventù di Riccardo Agabio, Presidente onorario della FGI

  

“Ad Atene eravamo una squadra giovanissima – io avevo sedici anni – e abbiamo vissuto l’esperienza un po’ come una favola. Sul momento era difficile rendersi conto dell’importanza di quella competizione. È stato meraviglioso. Su di noi non c’erano aspettative, ma sapevamo di essere pronte, avevamo lavorato tantissimo, eravamo un gruppo unito, coeso. Benché avessimo personalità e individualità spiccate, eravamo capaci di mettere il vantaggio collettivo davanti a quello personale, di focalizzarci sull’obiettivo condiviso. Tutto il resto andava in secondo piano. E così è stato per molti anni. Quell’argento è frutto di un grande lavoro in palestra, di una forte unione fra noi; è frutto di determinazione, impegno, abnegazione e di una mentalità vincente”.

Elisa Santoni, capitana della Squadra Nazionale di Ginnastica Ritmica, argento Olimpico ad Atene 2004 


Bradipolibri Editore SRL - P.IVA 08469780012 - C.F. 08469780012 - Sede legale: Piazza Statuto 9 - 10122 Torino.
Esclusivamente per la corrispondenza: Bradipolibri presso: Casella Postale 7 - Via Dora Baltea, 16 - 10015 Ivrea - Privacy
Tutti i diritti riservati - All right reserved © 1999 - 2018 (Torino, Italy) - Tel. +39 371.3134694 - E-mail edizioni@bradipolibri.it - PEC bradipolibri@pec.bradipolibri.it